Lo Sbarramento di Moiola – Valle Stura di Demonte

Lo Sbarramento di Moiola – Valle Stura di Demonte

Lo Sbarramento di Moiola

Una panoramica sulle opere che compongono lo sbarramento di Moiola, un insieme di fortificazioni appartenenti al Vallo Alpino Occidentale risalenti agli Anni ’40.

Le opere sono dotate di una notevole rete sotterranea, dove si trovavano depositi di munizioni, infermerie, ricoveri, postazioni fotofoniche.


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La comunicazione tra i blocchi sarebbe dovuta avvenire tramite fotofoni, apparati che, modulando la luce, erano in grado di trasmettere un segnale audio tra due punti.

Il sistema aveva una qualità piuttosto scadente, ed era fortemente influenzato dalle condizioni meteorologiche; però non utilizzando le onde radio forniva un canale difficilmente intercettabile.

Cos’è il fotofono? Maggiori informazioni su wikipedia

Le strutture sono tutte più o meno incompiute, e non sono mai state armate nè utilizzate.

Interessante l’osservatorio dell’opera 5, su cui si nota il camuffamento. L’opera 6 sud avrebbe dovuto essere camuffata da cascinale, ma sono stati completati solo due finti camini in pietra.

Le mie impressioni

La vista di queste opere mi lascia una strana sensazione: immagino gli uomini che le hanno costruite, faticando a scavare profondi tunnel nella montagna, o a portare materiale sui declivi scoscesi della valle, probabilmente aiutati da muli, per il fine ‘superiore’ della guerra.

Ora queste strutture rappresentano l’inutilità dello sforzo bellico: non sono mai state utilizzate.

Si nota anche anche l’arretratezza dell’Italia in quel periodo: è sufficiente vedere le fortificazioni della Linea Maginot Alpina, presenti nella Valle dell’Ubayette, dotate di cannoni con cui potevano bombardare l’alta Valle Stura, per comprendere le differenze.

Come si vede nel video, questo pezzo di storia della Valle Stura sta lentamente cadendo a pezzi. Le caserme sono ruderi, le fortificazioni sono all’abbandono.

Interessante questo progetto di recupero e valorizzazione turistica dell’opera 5. Il cronoprogramma parla di fine lavori nel primo semestre del 2010. Ovviamente, a dieci anni di distanza nulla è stato fatto.

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