Come fare buone riprese con un drone economico

Come fare buone riprese con un drone economico

Come fare buone riprese con un drone economico

Innanzitutto chiariamoci: per fare buone riprese occorre sapere pilotare bene il proprio drone. I voli automatici sono un grande aiuto, ma possono anche essere un limite espressivo, perchè si lascia il controllo ad una macchina che, anche se sofisticata, esegue movimenti programmati.

Chiarito il primo arcano posso addentrarmi in alcune specifiche tecniche.

Ogni fotocamera, che sia digitale o a pellicola, ha alcuni elementi ottici comuni: l’obiettivo, caratterizzato da lunghezza focale e luminosità, e l’otturatore, un meccanismo che illumina per un attimo pellicola o sensore durante lo scatto della foto.

La luminosità dell’obettivo può essere fissa, oppure regolata da un ograno chiamato diaframma, che in base all’apertura è in grado di cambiare la quantità di luce in ingresso nell’obiettivo.

Il sensore, o la pellicola, sono quella parte della fotocamera in grado di creare l’immagine ripresa. Entrambi sono caratterizzati dalla sensibilità, ovvero la capcaità di recepire luce. Le pellicole hanno sensibilità predefinita per ogni rullino, mentre nei sensori digitali è possibile variarla con un’impostazione della fotocamera.

Più si aumenta la sensibilità del sensore, più l’immagine sarà ‘contaminata’ dal rumore digitale.

Shutter o otturatore

Lo shutter è quel dispositivo che gestisce il tempo di esposizione del sensore, quindi la quantità di luce rilevata da ogni singolo pixel.

Uno shutter impostato con tempi lunghi si utilizza in caso di bassa illuminazione, per fornire la quantità di luce necessaria a creare un’immagine visibile e non nera.



Più il tempo di esposizione è lungo, più la fotocamera dev’essere mantenuta stabile, a rischio di immagini mosse.

Al contrario, uno shutter con tempi brevi serve ad ottenere la corretta quantità di luce in presenza di forte illuminazione. I tempi brevi permettono di ‘congelare’ un movimento veloce, come una macchina in corsa, oppure le pale di un elicottero.

Diaframma

Il diaframma è un dispositivo in grado di regolare la quantità di luce in ingresso nell’obiettivo.

Un diaframma aperto fa entrare molta luce, ma riduce la profondità di campo dell’immagine.

Un diaframma chiuso, aumenta la profondità di campo, ma riduce la quantità di luce in ingresso.

Per ottenere una foto (o un video) con la giusta esposizione, occorre regolare il diaframma assieme al tempo di esposizione, gestito dallo shutter.

La maggior parte dei droni in commercio ha l’ottica ad apertura fissa, quindi la regolazione della quantità di luce da inviare al sensore è completamente gestita dal tempo dallo shutter.



Lunghezza focale

La lunghezza focale è la distanza tra il centro dell’ultima lente all’interno dell’obiettivo ed il piano di messa a fuoco, ovvero il sensore; incide direttamente sul fattore di ingrandimento di un obiettivo e sulla sua luminosità: al suo crescere aumento lo zoom, e diminuisce la luminosità.

Nella maggior parte dei droni anche la lunghezza focale è fissa.

Fps

Un video non è altro che una sequenza di foto riprese a breve tempo una dall’altra. Ogni video è definito dal parametro chiamato FPS.

FPS è l’acronimo di Frames Per Second, ovvero il numero di fotogrammi ripresi in un secondo, o frame rate.

Da questa impostazione dipende la fluidità dei movimenti di panorami o persone, o lo sfarfallio di scene che contengono pattern come tegole o righe fini.

Gli standard sono 24, 25, 30 50, 60 ,120 , 240 fps e dipendono fortemente dall’hardware della fotocamera: più il frame rate è alto, più dati vengono letti dal sensore, più dati elaborati dalla cpu della fotocamera, più dati immagazzinati nella scheda SD.

Le riprese video

Una buona regola per effettuare riprese fluide è mantenere il tempo dello shutter a due volte il frame rate, ad esempio a 25fps lo shutter dovrebbe essere impostato ad 1/50 di secondo; questa impostazione serve per evitare scatti o sfarfallamenti.

Impostare la fotocamera per ottenere riprese fluide è essenziale per ottenere un buon risultato in postproduzione.

Per regolare la corretta quantità di luce da inviare al sensore, e mantenere i tempi di esposizione opportuni, occorre intervenire sull’apertura del diaframma.



Qui iniziano i problemi: nei droni economici l’apertura dell’ottica è fissa, e il diaframma non esiste; questo significa che la gestione dell’esposizione è lasciata completamente ai tempi dello shutter.

Insomma, in caso di ambienti perticolarmente luminosi, lo shutter può arrivare a tempi quali 1/2000s (un duemillesimo di secondo).

Una ripresa a 25fps con lo shutter a 1/2000s diventa scattosa e poco piacevole da vedere.

Ipotizzando di non voler aumentare il framerate e restare negli standard di 24 o 25fps, la soluzione sta nelle lenti ND.

Lenti Neutral Density (ND)

Non potendo regolare la quantità di luce in ingresso per i limti costruttivi della fotocamera, si può ricorrere agli occhiali da sole per droni.

I filtri ND sono lenti scure, calibrate per ridurre di un preciso quantitativo la luce in ingresso nell’obiettivo.

Sono nominati ND2, ND4, ND8, ND16, ND32… in base al loro potere attenuante; il numero indica la capacità di attenuazione del filtro: 2 = 1/2 (fa entrare metà luce), 4 = 1/4 (ne fa entrare un quarto) ecc…,



L’applicazione del corretto filtro ND permette di intervenire sui tempi dello shutter, fino ad ottenere l’approssimazione migliore per le riprese.

I filtri ND riducono la luminosita e cambiano il parametro f stop dell’obiettivo.

Perchè tutto questo?

Ovviemente per ottenere il massimo dalla fotocamera del vostro drone.

Il punto è che gli standard per quanto riguarda il frame rate dei video sono 24 e 25fps .

Riprendere a 30 o 60fps incrementa notevolmente le dimensioni del video e richiede più potenza di calcolo durante la postproduzione, per ottenere una differenza imprecettibile rispetto ad un video girato (bene) a 25fps.

I filtri ND permettono di gestire le tempistiche dello shutter per tenerle su valori ottimali, ed ottenere quello che si chiama il ‘motion blur‘, ovvero la sfocatura di movimento, che rende i filmati fluidi e cinematografici.

Le riprese ad alto frame rate non sono escluse a priori, ma hanno uno scopo differente.

Riprendere a 60fps, o a 120, per poi riprodurre il filmato a 25fps, permette di ottenere slow motion di qualità. Un’azione veloce divisa in 25 fotogrammi al secondo avrà una risoluzione del movimento molto inferiore alla stessa ripresa a 120fps. Resta valida la regola dello shutter impostato al doppio del framerate (120fps, shutter 1/240s).



Le lenti ND sono un piccolo investimento in grado di rendere i vostri video decisamente migliori.

Inoltre sono in grado di correggere una particolare problematica che intercorre quando la luce del sole passa attraverso le eliche e colpisce l’obiettivo; in questo caso, se lo shutter ha tempi troppo rapidi, sul video resteranno impresse delle onde scure (l’ombra delle pale), rendendo la ripresa ottimo materiale da pattume.

Per migliorare ulteriormente le riprese leggi anche questo articolo sugli errori più comuni da evitare.

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